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In allegato, inviamo il testo del DPCM 22 gennaio 2013, in tema didetassazione, emanato in attuazione del comma 481 dell’art.1 della legge 24 dicembre 2012, n. 228 (legge di stabilità 2013).

Va subito precisato che il decreto non è ancora pubblicato in Gazzetta Ufficiale.

Il DPCM definisce le misure sperimentali per l'incremento della produttività del lavoro, introducendo una speciale agevolazione, ossia un'imposta sostitutiva dell'imposta sul reddito delle persone fisiche e delle addizionali regionali e comunali, pari al 10 per cento, da applicarsi sulle “somme erogate a titolo di retribuzione di produttività, in esecuzione di contratti collettivi di lavoro sottoscritti a livello aziendale o territoriale, ai sensi della normativa di legge e degli accordi interconfederali vigenti, da associazioni dei lavoratori comparativamente più rappresentative sul piano nazionale, ovvero dalle loro rappresentanze sindacali operanti in azienda”.

L’agevolazione si applica nel limite delle risorse stabilite nel richiamato comma 481 dell'articolo 1 della l. n. 228/2012 (legge di stabilità 2013), ossia 950 milioni di euro nel 2013.

L’agevolazione trova applicazione con esclusivo riferimento al settore privato e per i titolari di reddito da lavoro dipendente non superiore, nell'anno 2012, ad euro 40.000, al lordo delle somme assoggettate, nel medesimo anno 2012, all'imposta sostitutiva di cui all'articolo 2 del decreto-legge 27 maggio 2008, n. 93, convertito, con modificazioni, dalla legge 24 luglio 2008, n. 126. La retribuzione di produttività individualmente riconosciuta, che può beneficiare dell'imposta sostitutiva, non può comunque essere complessivamente superiore, nel corso dell'anno 2013, ad euro 2.500 lordi.

Quanto alla definizione di “retribuzione di produttività”, l’art. 2 del decreto stabilisce che si intendono ricomprese, anzitutto, le “voci retributive erogate, in esecuzione di contratti, con espresso riferimento ad indicatori quantitativi di produttività/redditività/qualità/effìcienza/innovazione.”

Il decreto, per quanto riguarda questa prima “voce retributiva”, sembra richiamare, in sostanza, i contenuti delle disposizioni in materia di sgravio contributivo per i premi di produttività[1][1], tant’è che, all’art. 3, viene anche introdotto, in analogia a quanto previsto per lo sgravio contributivo, un onere di deposito degli accordi di produttività presso la Direzione territoriale del lavoro, con “allegata autodichiarazione di conformità dell'accordo depositato alle disposizioni del presente decreto”.

Naturalmente, sui contenuti di tali adempimenti formali, ma anche sul più complessivo contenuto del decreto, sarà opportuno attendere le necessarie disposizioni di chiarimento da parte del Ministero del Lavoro.

Quanto alla seconda “voce retributiva”, alternativa alla prima, il decreto fa riferimento alle somme:

“erogate in esecuzione di contratti che prevedano l'attivazione di almeno una misura in almeno tre delle aree di intervento di seguito indicate:

a) ridefinizione dei sistemi di orari e della loro distribuzione con modelli flessibili, anche in rapporto agli investimenti, all'innovazione tecnologica e alla fluttuazione dei mercati finalizzati ad un più efficiente utilizzo delle strutture produttive idoneo a raggiungere gli obiettivi di produttività convenuti mediante una programmazione mensile della quantità e della collocazione oraria della prestazione;

b) introduzione di una distribuzione flessibile delle ferie mediante una
programmazione aziendale anche non continuativa delle giornate di ferie
eccedenti le due settimane;

c) adozione di misure volte a rendere compatibile l'impiego di nuove tecnologie con la tutela dei diritti fondamentali dei lavoratori, per facilitare l'attivazione di strumenti informatici, indispensabili per lo svolgimento delle attività lavorative;

d) attivazione di interventi in materia di fungibilità delle mansioni e di integrazione delle competenze, anche funzionali a processi di innovazione tecnologica.”

La complessità delle disposizioni introdotte dal DPCM, in ordine a questa seconda ipotesi, impone un particolare approfondimento, anche a ragione dell’espresso richiamo, nelle premesse, dell’accordo del 21 novembre 2012.

A tal fine, stiamo organizzando una giornata di studio appositamente dedicata, di cui vi daremo notizia tempestivamente.

Quel che appare evidente è, comunque, il superamento dell’impostazione adottata per il riconoscimento dell’agevolazione negli anni precedenti.

Ne consegue che, in prima analisi, non sembra adeguata allo scopo della fruizione dell’agevolazione la stipula di patti territoriali come quelli conclusi, negli ultimi anni, sulla base degli avvisi comuni sottoscritti, a livello nazionale, tra Confindustria e Cgil, Cisl e Uil.

Ciò non significa che vada esclusa, a priori, l’opportunità di concludere eventuali intese territoriali, oltre che aziendali, per fruire dell’agevolazione, anche in applicazione dei nuovi criteri.

Si allega la circolare mensile dell'Area Fisco, Finanza e Welfare di Confindustria che illustra le principali novità di interesse per le imprese in materia di credito e finanza.

Il Mimistero dello Sviluppo Economico, in risposta alle sollecitazione dell'ANCE ha chiarito in modo inequivocabile, che il Decreto Legislativo n. 192/2012, di recepimento dela nuova Direttiva UE contro i ritardati pagamenti, si applica anche al settore edile.

Questo e' il risultato di un'intensa battaglia che l'ANCE conduce da tempo e che ha visto l'associazione mettere in campo ogni possibile azione, assicurandosi il pieno supperto della Commissione Europea, per garantire la piena applicazione dela nuova normativa al settore dei lavori pubblici.

Le argomantazioni utilizzate dal Ministro a sostegno dell'inclusione dei lavori nel'ambito di applicazione dela nuova normativa corrispondono a quelle sostenute da sempre dall'ANCE.

1. AVCPpass
 
Il 27 dicembre scorso è stata pubblicata on-line dall’Autorità di Vigilanza sui contratti pubblici la delibera attuativa dell'articolo 6 bis del Codice dei contratti approvata dal Consiglio, relativo all’introduzione del sistema del sistema AVCPASS (Authority Virtual Company Passport).
 
Il primo comma del citato articolo 6 bis del Codice dei contratti prevede, infatti, che dal 1° gennaio 2013 la documentazione comprovante il possesso dei requisiti di carattere generale, tecnico-organizzativo ed economico-finanziario per la partecipazione alle procedure disciplinate dal presente Codice deve essere acquisita presso la Banca dati nazionale dei contratti pubblici, istituita presso l'Autorità.
 
La pubblicazione della delibera è seguita al parere positivo del Garante per la protezione dei dati personali, che il 19 dicembre scorso si è espressa relativamente ai dati concernenti la partecipazione alle gare per le quali è obbligatoria l'inclusione della documentazione nella Banca dati, nonché in merito ai termini e alle regole tecniche per l'acquisizione, l'aggiornamento e la consultazione della Banca dati.
 
2. Novità
 
Il sistema AVCPASS consente alle stazioni appaltanti/enti aggiudicatori, attraverso un’interfaccia web, l’acquisizione della documentazione comprovante il possesso dei requisiti di carattere generale, tecnico-organizzativo ed economico-finanziario dei concorrenti alle gare di appalto per l’affidamento dei contratti pubblici.

L’AVCPASS consente, inoltre, agli operatori economici di inserire nel sistema, tramite l’apposita area dedicata, i documenti la cui produzione è a proprio carico e di poterli riutilizzare per ciascuna delle
procedure di affidamento alle quali partecipa entro il periodo di validità dei documenti stessi.

A tal proposito, si vuole ricordare che la Banca dati nazionale dei contratti pubblici, istituita presso l'Autorità, è formata con l’ausilio di due fonti: da una parte, le informazioni, messe a disposizione della stazione appaltante, attraverso l’Autorità stessa (tra cui l’attestato SOA) e da altri Enti (ad. la Prefettura); dall’altra, le informazioni, che sono nell’esclusiva disponibilità dell’operatore economico, da questi inserite nella c.d. "Libreria Virtuale". Conseguentemente, per l’attestazione SOA, non sarà necessario alcun caricamento sul sistema AVCPASS da parte dell’operatore economico, essendo già presente all’interno della Banca dati nazionale dei contratti pubblici, attraverso il casellario dell’Autorità stessa.

Indipendentemente dalla tipologia d’impresa e dal settore di appartenenza, il sistema AVCPASS prevede che tutti gli operatori economici, concorrenti a gare per l’affidamento di contratti pubblici, creino on line un proprio “Fascicolo Virtuale dell’Operatore Economico”, cui potranno accedere le stazioni appaltanti per la verifica dei requisiti.

L’AVCPASS impatterà maggiormente sul "modus operandi" delle imprese che operano nel settore dei contratti pubblici di servizi (anche di ingegneria) e di forniture, che, com'è noto, devono qualificarsi
integralmente gara per gara.
 
Per quanto concerne i lavori, i maggiori effetti si avranno per le imprese che si dovranno qualificare, per gli appalti di importo pari o inferiore a 150 mila euro, ossia attraverso: a) importo dei lavori analoghi eseguiti; b) costo complessivo sostenuto per il personale; c) adeguata attrezzatura tecnica (su cui, articolo 90 del D.P.R. n. 207/2010). In tali casi, infatti, il concorrente è tenuto a mettere a disposizione on-line i documenti che dimostrino i requisiti tecnico-organizzativo ed economico-finanziario richiesti (ad. es. i lavori analoghi). 

Per la partecipazione a gare di appalto di importo a base d'asta superiore a euro 20.658.000, poi, sarà necessario il caricamento online dei bilanci ai fini della dimostrazione del requisito aggiuntivo relativo alla cifra di affari (art. 61, comma 6, D.P.R. n. 207/2010).
 
3. Demo del sistema

L’Autorità di vigilanza, per una maggiore comprensione del sistema AVCpass, ha reso disponibile sul proprio portale www.avcp.it una versione dimostrativa del Fascicolo Virtuale dell’Operatore Economico.

Il servizio, erogato a soli fini dimostrativi, è reso disponibile a tutti gli Utenti che vogliano accedervi per iniziare a conoscere le funzionalità del sistema. A tal fine, l’Autorità fa presente che:
  • le credenziali di accesso (CF Operatore Economico e CF Utente) sono acquisite in maniera semplificata, senza alcun controllo e possono essere codici fittizi;
  • sono abilitate le sole funzionalità dimostrative;
  • tutti i documenti in esso caricati potranno essere visibili all'intera comunità di Utenti.

Su quest'ultimo punto, l'AVCP, inoltre, raccomanda di non effettuare upload (ossia il caricamento) di documenti confidenziali e/o contenenti dati personali propri o di soggetti terzi.


Effettuata la registrazione in forma semplificata, si accede a tre menù principali:

  • “Cruscotto gestione PASSoe”, che permette all’utente di avere una visione complessiva dello stato dei PASSoe gestiti;
  • “Creazione PASSoe”, ossia del documento da inserire nella busta contenente la documentazione amministrativa, che attesta che l’operatore economico può essere verificato tramite AVCPASS, ed è pertanto necessario per consentire alla stazione appaltante di verificare il possesso dei requisiti in capo al concorrente individuato;
  • “Gestione Libreria”, che permette la gestione dei documenti tra quelli precedentemente caricati nella Libreria Virtuale.


Per una più approfondita conoscenza dell’argomento, si rimanda alla seguente pagina web presente sul sito dell’Autorità: ·http://demoavcpassoe.avcp.it/ .

4. Obbligatorietà


Riguardo all’obbligatorietà del sistema AVCPASS, l’Autorità ha, in parte, recepito nella delibera pubblicata il 27 dicembre 2012 le osservazioni che l’Ance, insieme alle altre Associazioni di categoria, ai principali operatori del mercato nonché alle Stazioni Appaltanti, ha rappresentato in merito ai contenuti della bozza di delibera, pubblicata sul sito dell’Autorità il 13 dicembre 2012.


Sulla base di tali considerazioni, il Consiglio, con la delibera definitiva, ha previsto un arco temporale più ampio al fine di consentire agli operatori economici e alle stazioni appaltanti/enti aggiudicatori di adeguarsi gradualmente alle nuove modalità di verifica dei requisiti.


In particolare, all’articolo 9 della delibera in esame è previsto (superando la tempistica individuata nel precedente schema di delibera) che il sistema AVCPASS è:

  • facoltativo dal 1° gennaio 2013 per gli appalti di importo a base d'asta pari o superiore a 20 milioni di euro;.
  • facoltativo dal 1° marzo 2013 per gli appalti di importo a base d'asta pari o superiore a 40 mila euro;
  • obbligatorio dal 1° luglio 2013 per tutti gli appalti di importo a base d'asta pari o superiore a 40 mila euro, con l'eccezione di quelli svolti attraverso procedure interamente gestite con sistemi telematici, sistemi dinamici di acquisizione ed il ricorso al mercato elettronico nonché per i settori speciali per i quali il sistema diverrà:
  • o facoltativo dal 1° ottobre 2013;
  • o obbligatorio dal 1° gennaio 2014.


Il sistema dell'AVCPASS rimane, pertanto, escluso per gli appalti di importo inferiore a 40 mila euro, per i
quali continuerà ad applicarsi la normativa vigente.

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