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L’INPS ha pubblicato il messaggio n. 4488 del 10 novembre 2017, con la quale comunica che è stato riprogettato il servizio online per la presentazione delle domande di riscatto di laurea nelle gestioni dei dipendenti privati, inclusi il Fondo Pensioni per i Lavoratori dello Spettacolo (FPLS) e il Fondo Pensioni per gli Sportivi Professionisti (FPSP).
 
Tramite il servizio online, è possibile accedere alle funzionalità già previste e descritte nelle circolari INPS 27 maggio 2011, n. 77 e 14 ottobre 2013, n. 147, ovvero:
 
inserisci domanda;
consulta domande;
simulazione di calcolo;
scheda informativa.
 
Dopo avere effettuato l’accesso è possibile compilare e inserire la domanda con i periodi che si intendono riscattare, allegare la documentazione a supporto, scegliere le modalità di pagamento e consultare le informazioni di riepilogo delle domande inviate, lo stato della pratica e le varie fasi di lavorazione. Sarà inoltre possibile simulare l’onere di riscatto sia per i soggetti inoccupati sia per i già iscritti a una gestione previdenziale.
 
Nel caso di soggetto iscritto a più gestioni previdenziali, l’applicativo propone la gestione in cui risultano versati i contributi più recenti e quella con maggiore anzianità contributiva, in modo da orientare la scelta dell’utente della gestione in cui effettuare il riscatto.
 
Rispetto alla versione precedente è ora possibile richiedere, nello stesso modulo, il riscatto di più corsi di studi, evitando singoli invii per ogni titolo di studio riscattabile.
L’Autorità Nazionale Anticorruzione ha sottoscritto, in data 13 novembre 2017, un protocollo d’intesa con la Direzione Nazionale Antimafia e Antiterrorismo, finalizzato ad individuare le più opportune modalità e a rendere più efficiente ed efficace l’azione di contrasto del fenomeno della corruzione nella pubblica Amministrazione.
 
Una collaborazione per fronteggiare l’espansione economica della criminalità organizzata che, come riscontrato nei procedimenti giudiziari, ricorre sempre più spesso alla corruzione per assicurarsi il controllo dell’azione amministrativa. Questo l’obiettivo del protocollo d’intesa fra Direzione nazionale antimafia e Autorità nazionale anticorruzione, firmato nella sede della DNA dal Procuratore Franco Roberti e dal Presidente Raffaele Cantone.
 
In base all’accordo, siglato anche alla luce delle nuove previsioni stabilite dal Codice antimafia, la DNA potrà accedere alle informazioni disponibili presso il Casellario delle Imprese e la Banca Dati Nazionale dei Contratti Pubblici, gestite dall’ANAC, per svolgere approfondimenti sugli operatori economici vincitori di appalti e accertare eventuali collegamenti con organizzazione mafiose. L’ANAC, da parte sua, inoltrerà periodicamente alla DNA le informazioni rilevanti in suo possesso, comprese le comunicazioni ricevute dalle Procure della Repubblica attinenti inchieste per reati di corruzione e gli operatori economici segnalati dalle Direzioni distrettuali antimafia che non risultano aver denunciato richieste estorsive all’autorità giudiziaria.
 
Nei casi in cui emergano sufficienti indizi per ritenere la sussistenza di condizioni di intimidazione o assoggettamento da parte di associazioni di stampo mafioso, l’ANAC comunicherà inoltre l’esito degli accertamenti compiuti nell’ambito di istruttorie o ispezioni affinché la DNA possa valutare, qualora ne ricorrano i presupposti, la possibilità di proporre l’amministrazione giudiziaria dell’azienda.
 
“Come è noto ma non ancora pienamente riconosciuto sul piano della normativa, la corruzione è da molto tempo lo strumento privilegiato dalla criminalità organizzata di tipo mafioso per penetrare nel sistema degli appalti e, più in generale, dell’economia legale”, dichiara il Procuratore Franco Roberti. “Per questo è estremamente importante che le istituzioni responsabili della prevenzione amministrativa e della prevenzione e repressione giudiziaria facciano fronte comune condividendo i dati e le informazioni necessarie”.
 
“Per contrastare le infiltrazioni criminali nell’economia è essenziale garantire la circolarità delle informazioni che vari soggetti detengono per le loro finalità istituzionali” afferma il Presidente dell’Anac Raffaele Cantone. “La collaborazione fra l’Autorità e la Direzione nazionale antimafia rappresenta dunque un tassello particolarmente importante per rendere la lotta alla corruzione ancora più efficace, perché consentirà fra l’altro una profonda interazione fra le rispettive banche dati”.
Il Parlamento ha pubblicato, sulla Gazzetta Ufficiale n. 259 del 6 novembre 2017, la Legge n. 163 del 25 ottobre 2017, con la quale delega il Governo al recepimento delle direttive europee e l’attuazione di altri atti dell’Unione europea – Legge di delegazione europea 2016-2017.
 
Tra le altre cose, viene prevista (articolo 13) una delega per l’adeguamento della normativa nazionale alle disposizioni del regolamento (UE) 2016/679 del Parlamento europeo e del Consiglio, del 27 aprile 2016, relativo alla protezione delle persone fisiche con riguardo al trattamento dei dati personali, nonché alla libera circolazione di tali dati e che abroga la direttiva 95/46/CE.
 

Art. 13

Delega al Governo per l’adeguamento della normativa nazionale alle disposizioni del regolamento (UE) 2016/679 del Parlamento europeo e del Consiglio, del 27 aprile 2016, relativo alla protezione delle persone fisiche con riguardo al trattamento dei dati personali, nonche’ alla libera circolazione di tali dati e che abroga la direttiva 95/46/CE

1. Il Governo e’ delegato ad adottare, entro sei mesi dalla data di entrata in vigore della presente legge, con le procedure di cui all’articolo 31 della legge 24 dicembre 2012, n. 234, acquisiti i pareri delle competenti commissioni parlamentari e del Garante per la protezione dei dati personali, uno o piu’ decreti legislativi al fine di adeguare il quadro normativo nazionale alle disposizioni del regolamento (UE) 2016/679 del Parlamento europeo e del Consiglio, del 27 aprile 2016, relativo alla protezione delle persone fisiche con riguardo al trattamento dei dati personali, nonche’ alla libera circolazione di tali dati e che abroga la direttiva 95/46/CE.

2. I decreti legislativi di cui al comma 1 sono adottati su proposta del Presidente del Consiglio dei ministri e del Ministro della giustizia, di concerto con i Ministri degli affari esteri e della cooperazione internazionale, dell’economia e delle finanze, dello sviluppo economico e per la semplificazione e la pubblica amministrazione.

3. Nell’esercizio della delega di cui al comma 1 il Governo e’ tenuto a seguire, oltre ai principi e criteri direttivi generali di cui all’articolo 32 della legge 24 dicembre 2012, n. 234, anche i seguenti principi e criteri direttivi specifici:

a) abrogare espressamente le disposizioni del codice in materia di trattamento dei dati personali, di cui al decreto legislativo 30 giugno 2003, n. 196, incompatibili con le disposizioni contenute nel regolamento (UE) 2016/679;
b) modificare il codice di cui al decreto legislativo 30 giugno 2003, n. 196, limitatamente a quanto necessario per dare attuazione alle disposizioni non direttamente applicabili contenute nel regolamento (UE) 2016/679;
c) coordinare le disposizioni vigenti in materia di protezione dei dati personali con le disposizioni recate dal regolamento (UE) 2016/679;
d) prevedere, ove opportuno, il ricorso a specifici provvedimenti attuativi e integrativi adottati dal Garante per la protezione dei dati personali nell’ambito e per le finalita’ previsti dal regolamento (UE) 2016/679;
e) adeguare, nell’ambito delle modifiche al codice di cui al decreto legislativo 30 giugno 2003, n. 196, il sistema sanzionatorio penale e amministrativo vigente alle disposizioni del regolamento (UE) 2016/679 con previsione di sanzioni penali e amministrative efficaci, dissuasive e proporzionate alla gravita’ della violazione delle disposizioni stesse.

4. Dall’attuazione del presente articolo non devono derivare nuovi o maggiori oneri a carico della finanza pubblica e ad essa si provvede con le risorse umane, strumentali e finanziarie disponibili a legislazione vigente.

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